Cappelle del SANTUARIO - Parrocchia Morbio Inferiore

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PRIMA CAPPELLA SALENDO A SINISTRA

Due fanciulle molto malate, Caterina e Angela, e due mamme sofferenti e angosciate.
Abitavano in un ricco palazzo di Milano.  
Un giorno, sentito il loro curato, decisero di andare fino Morbio per chiedere la benedizione di Don Gaspare dei Barberini, un esorcista conosciuto in tutta la regione.
Con grande coraggio e altrettanta fiducia partirono. Un loro generoso conoscente le accompagnò con il suo calesse fino a Como, dove trascorsero la notte.
Il mattino successivo si incamminarono verso Morbio, seguendo i sentieri che erano stati loro indicati.
PRIMA CAPPELLA SALENDO A DESTRA

Era il mese di luglio del 1594, giornate calde di piena estate.
Ogni tanto era necessaria una sosta per riposare e riprendere le forze prima di proseguire.
Abituate a vivere nella grande Milano, le due fanciulle, Caterina e Angela, guardavano in silenzio quel paesaggio ricco di verde, di piante, di ruscelli che diventava un orizzonte di pace.
SECONDA CAPPELLA SALENDO A  SINISTRA

Giunte sul colle di Morbio, Caterina e Angela, furono accolte da alcune donne.
Don Gaspare però era assente era andato a Cernobbio per la Festa di Santa Marta e sarebbe rientrato nel tardo pomeriggio.
Sul colle stavano le rovine dell’antico castello e sul muro diroccato della cappella c’era ancora l’affresco con l’effigie di Maria, che la folta vegetazione aveva salvato dalle intemperie.
Caterina lentamente andò verso quell’effigie e servendosi di una piccola scala salì fino al volto di Maria: un volto sereno, dolce, familiare; il volto di una madre.
Scesa dalla scala si avvicinò ad Angela, la chiamò, e insieme tenendosi per mano si avvicinarono al volto di Maria.
Rimasero in silenzio, mentre i loro volti erano sereni. Le due madri e le donne pregavano. Caterina, appesa la sua collanina all’affresco di Maria, così parlò:
“La Madonna mi ha detto che bisogna reffare questo luogo per celebrarvi la Messa. E poi mi ha detto che ogni giorno si devono qui recitare i quindici misteri del Rosario e stare in preghiera”.
SECONDA CAPPELLA SALENDO A  DESTRA

Stava scendendo la sera e altre persone erano salite sul colle, stando in silenzio e preghiera.
Don Gaspare, giunto nel frattempo, rivolse loro questo invito: “Inneggiamo alla Madre di tutti noi, per mezzo della quale il Signore ha compiuto e compie meraviglie”.
TERZA CAPPELLA SALENDO A  SINISTRA

Quella sera del lontano Venerdì 29 luglio 1594, Don Gaspare dei Barberini invitò i fedeli a recarsi in processione fino all’antica chiesa romanica di San Giorgio, che sorgeva
in mezzo ai campi. Durante la processione, tutti elevarono a Maria, con commozione, la loro preghiera e il loro canto di riconoscenza e di lode.
TERZA CAPPELLA SALENDO A  DESTRA

Un anno dopo il miracolo il 29 luglio 1595 la cui autenticità fu confermata da regolare processo canonico, veniva posata e benedetta la prima pietra del Santuario, che la gente di allora, con grande impegno, generosità e devozione, volle edificare sul colle a ricordo di quel prodigioso evento.
Il 6 maggio 1613 il Vescovo di Como, Filippo Archinti, consacrava la chiesa. Al termine rivolse questa parola ai molti presenti: “Avete costruito una splendida chiesa; l’avete edificata con grande impegno e soprattutto con il cuore”.
E disse ancora: “Avvi qui una delle chiese più belle di tutta la diocesi, degna di qualsiasi città insigne”.
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